Non lasciarmi (Don't let me go) - Movimento Domenicano delle Famiglie

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Non lasciarmi (Don't let me go)

Cultura



Cari amici del Movimento Domenicano delle Famiglie,
il film che vi proponiamo questo mese è tratto da un romanzo dello scrittore giapponese, naturalizzato inglese, Kazuo Hishiguro.
Come di consueto, in questa piccola rubrica non troverete una analisi cinematografica dei film presentati, ma il tentativo di guardare con occhi familiari le opere del grande schermo.
Veniamo a noi. Una giovane infermiera che assiste con dolcezza ed esperienza i malati in ospedale ricorda, in un lungo flashback, la sua vita e le persone più importanti da lei incontrate.

Lo sguardo familiare

In quello che appare come un collegio anni '50 in Inghilterra vivono bambini di tutte le età. L'aspetto dei luoghi è molto dimesso, non povero ma molto frugale. Lo spettatore diventa inquieto, c'è qualcosa che non torna. I piccoli allievi sono trattati con cura ma viene loro dato l'indispensabile con una particolare cura per la salute fisica. Vi è un alone di mistero nell'educazione essenziale impartita. Solo un'insegnante non regge la tensione della sua coscienza e svela ai ragazzi la verità. Loro non sono persone normali.
Sono stati concepiti ed ora vengono allevati al solo scopo di fornire organi da trapiantare ad altri, loro sono dei cloni. L'insegnante viene allontanata e tutto torna come prima. I tre protagonisti vivono un'intensa amicizia. Una di loro, per gelosia e per paura di rimanere sola, ostacola l'amore sincero e profondo tra i suoi due amici.
Solo alla fine della sua giovane vita chiederà perdono.
I ragazzi non si ribellano al loro destino, è evidente che non ne sono capaci. Non provano a scappare ma tentano soltanto timidamente di convincere una non meglio precisata commissione che si amano, perché hanno sentito che danno una chance a chi si ama. Ma non è vero.
Finiranno tutti e tre giovanissimi i loro giorni come forzati donatori di organi.

Piccole considerazioni

Perché vedere Non lasciarmi? Che c'entra un film così grigio ed angosciante conla famiglia?
Proviamo a rispondere?
Commentando la pellicola con i nostri figli più grandi (Bernardo 15 anni e Tommaso 14) abbiamo detto: "Questo è un vero film dell'orrore, non quelli con sangue e sbudellamenti". Cosa c'è di terribile? Pensare ad un essere umano come ad un oggetto. Trattare qualcuno come se Dio non avesse un progetto d'amore su di lui. Nel film vi è un aspetto forse non considerato e non voluto, forse inserito  istintivamente dallo scrittore e dal regista. L'assenza totale della famiglia.
Questo ci interessa moltissimo.
Come faccio a manipolare un essere umano?
Come faccio a non farlo ribellare ad un destino ingiusto?
Come faccio a trattarlo come un oggetto qualunque?
Come faccio a fargli fare tutto quello che voglio?
Come faccio, soprattutto, a fargli credere quello che voglio io?
Ce lo dice questo film.Togliendo di mezzo la famiglia. Cosa colpisce a colpo d'occhio di questa pellicola? I bambini non hanno famiglia. Non hanno una mamma che per loro non dormirà per anni. Non hanno un papà che scoppia di gioia al solo sapere che loro sono in arrivo. Non hanno un nonno che apre un libretto di risparmio per l'università. Non avranno mai qualcuno che farà ore e ore di fila per parlare con i loro professori. Non tenderanno mai un agguato al papà appena tornato dal lavoro per fare la lotta sul tappeto morbido di casa. Non potranno capire che non loro devono morire per forza per gli altri ma che c'è qualcuno che volontariamente vuole dare la vita per loro.

Scheda sintetica
Titolo: NON LASCIARMI
Regista: MARK ROMANEK
Anno: 2010
Visibilità: PUBBLICO ADULTO (i piccoli si annoiano).
Giudizio sintetico: bellissimo. Ti spiega il modo per ridurre gli esseri umani a carne da macello. Non far loro conoscere la famiglia ed il gioco è fatto.

Francesco e Ilaria Maiorca

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